martedì 2 ottobre 2018

RECENSIONE " FIGLI DI SANGUE E OSSA"


Buongiorno readers, oggi sono davvero orgogliosa di prendere parte a questo Blog Review in anteprima e di presentarvi la mia recensione dell'attesissimo libro Figli di Sangue e Ossa di Tomi Adeyemi edito dalla Rizzoli. Ringrazio ancora la casa editrice e Team World per avermi mandato la copia del libro e sono davvero felicissima perché questo era uno dei primi libri della mia wish list.
Trovare un’edizione italiana curata così bene, sia nella traduzione, sia nei dettagli grafici della copertina e della mappa è davvero difficile e per questo vorrei ringraziare la Rizzoli per aver mantenuto la perfetta cover originale e soprattutto per averci portato così presto in Italia uno dei libri più attesi.

Titolo:Figli di Sangue e Ossa
Autrice:Tomi Adeyemi
Casa Editrice: Rizzoli
Uscita: 2 ottobre
Genere: fantasy
Pagine: 560
Prezzo: 18,00
TRAMA
Un tempo i maji, dalla pelle d’ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orïsha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l’eredità degli antenati. Al suo fianco c’è il fratello Tzain, pronto a tutto pur di proteggerla, e quando la loro strada incrocia quella dei figli del re si produce una strana alchimia tra loro. Ha inizio così un viaggio epico per cercare di riconquistare la magia, attraverso una terra stupefacente e pericolosa, dove si aggirano le leopardere delle nevi e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell’acqua. Un’esperienza umana che non risparmia nessuno, in un turbine di amore e tradimento, violenza e coraggio. Nella speranza di ridare voce a un popolo che era stato messo a tacere.


RECENSIONE

"Hanno ammazzato mia madre.
Hanno rubato la nostra magia.
Hanno cercato di annientarci.
Ora ci ribelliamo."

Figli di sangue e ossa è sicuramente uno dei fantasy più belli che ho letto negli ultimi anni, non tanto per la trama che di per sé è abbastanza semplice e prevedibile per chi ha letto molti libri di questo genere, ma per lo stile, l’ambientazione e il worldbuilding innovativo e molto curato. Inizialmente avevo dei dubbi sia per l’enorme aspettativa che gira intorno a questo successo mondiale (polveroni che spesso trovo esagerati) sia perché preferisco gli urban fantasy rispetto a quelli ambientati in luoghi come deserti, ma devo dire che alla dine il libro ha conquistata anche me.
"Courage does not always roar.
valor does not always shine."

Molti di voi saranno spaventati dalla grande mole, invece, dovete stare tranquilli;  è vero che sono molte pagine, ma sono scritte in modo così fluido e coinvolgente che scorrono da sole e in poco tempo vi troverete all’ultimo capitolo con tante domande sul futuro dei personaggi.
Una delle cose più importanti di quest’opera è che possiamo considerarla una versione romanzata che mette in primo piano problemi della realtà quotidiana. Come potete leggere anche nei profondi ringraziamenti di Tomi, i personaggi e le sofferenza che hanno dovuto subire sono ispirati a terribili eventi di cronaca, come la brutalità delle polizia nei confronti della popolazione di colore, i pregiudizi e la paura della società verso il diverso, la violenza, il ruolo della famiglia e l’influenza del tipo di istruzione  imposta nelle scelte delle persone. Il tutto raccontato in un mondo alternativo e fantastico, dove i diversi sono coloro a cui gli dei hanno donato la magia, persone che si distinguono dal resto della popolazione africana a causa dei ricci capelli bianchi. 

Illustrazione di Rimatesa91
Ci troviamo nel complesso mondo di Orisha: per molto tempo i Maji, coloro che possiedono dei poteri, furono a  considerati un dono degli dei e utilizzavano le loro doti a vantaggio della popolazione. Esistevano 10 clan, ognuno con un diverso tipo di magia: i Bruciatori, del clan di Inà controllavano il fuoco, i Connettori del clan di Emi che controllavano la mente, lo spirito e i sogni, i Mietitori, maji della vita e della morte  e così via. Ben presto, il loro essere invincibili e il comportamento disdicevole di alcuni di loro, ha iniziato a generare paura nel resto del popolo e quando improvvisamente la magia scomparve,  il re Saran ne approfittò per fare una strage: fece uccidere tutti i maji e mantenne in vita solo i ragazzi, chiamati indovini, che erano stati risparmiati solo poichè non possedevano ancora alcuna capacità; infatti, solo al compimento dei tredici anni i loro poteri potevano svilupparsi in tutta la loro potenza, ma essendo ormai estirpata la fonte, non ne rimaneva più nulla.

Qui inizia la nostra storia, un viaggio epico con lo scopo di riportare in vita la magia, grazie alla ricerca di tre oggetti sacri e al compimento del rito finale entro la prossima luna piena, il tutto in modo da riportare finalmente la pace e la giustizia nel regno. Le vicende vengono raccontate da tre punti di vista diversi: quello di Zélie, Amari e di Inan; apprezzo moltissimo questa scelta perché ci permette di comprendere meglio sia la storia sia i personaggi e le loro scelte; forse mi sarebbe piaciuto anche quello di  Tzain, il fratello della protagonista e magari lo troveremo nel prossimo volume.

Zèlie, la nostra eroina dal forte carattere, durante uno dei suoi allenamenti segreti con le indovine tenuto da Mama Agba, non riesce a trattenersi dal rispondere a tono alle guardie venute a ritirare il denaro per la nuova inconcepibile tassa. Ciò che non poteva pensare è che le sue azioni impulsive potessero avere delle conseguenze sul povero padre, rimasto solo nell’abitazione. Dopo aver rischiato di perdere un altro  membro della sua famiglia ed essersi scontrata con il fratello Tzain, la voce della ragione del gruppo, i due sono costretti a partire verso la capitale, dove cercheranno di guadare una somma sufficiente almeno a pagare le tasse e a salvarsi la vita. Di ritorno dal grande mercato, la nostra protagonista viene fermata da una ragazza terrorizzata, inseguita dalle guardie reali.  Sempre pronta ad aiutare i più deboli, le due riescono a scappare per un pelo e solo dopo essersi rincontrate con Tzain, si scopre che la fanciulla altri non è che la principessa Amari, fuggita da palazzo per portare via la pergamena, un oggetto sacro che una volta toccato dagli indovini, accende in loro la magia. Vi ho incuriosito? Non voglio rovinarvi la sorpresa quindi il resto lo saprete solo leggendo il libro.

Ora parliamo dei personaggi. 
Zélie, capelli bianchi ed occhi di giaccio, è un ottima eroina badass, che tuttavia è spesso guidata dalla paura e dall’impulsività. E’ forse questo connubio tra forza e fragilità che nonostante tutto  ce la fa amare e ci fa tifare per lei.

Tuttavia, penso che il personaggio che mi è piaciuto di più è Amari. In apparenza la classica ingenua e sottomessa principessa, durante la storia è colei che si sviluppa di più, dimostrando una forza e dei principi che nemmeno lei sapeva di avere e grazie a cui riesce a sottrarsi al giogo del padre, facendosi portavoce di una ribellione.
Diverso, invece, è il ruolo di Inan, fratello della principessa ed erede al trono. Questo è l'’antagonista che nella realtà oscilla continuamente tra il bene e il male; sembra riscattarsi e iniziare finalmente a comprendere la vera storia del suo popolo e la retta via, ma è stato troppo influenzato dalla crudele figura paterna e dai suoi pregiudizi, per capire le sue scelte sbagliate e smettere di combattere la sua natura.

La narrazione avventurosa è interrotta da descrizioni molto precise sull’ambiente e sulla storia di questo popolo africano, senza mai appesantire le vicende o creare confusione nel lettore ignaro del complesso universo magico. Insomma per me le parole d’ordine del testo sono complessità ed equilibrio, elementi davvero difficili da trovare nel libro esordio di uno scrittore contemporaneo.

Arrivati a questo punto vi chiederete perché non ho dato un punteggio pieno; ebbene, ci sono alcune scelte che non mi hanno fatto impazzire, soprattutto per quanto riguarda le love stories. Come sapete per me hanno un ruolo centrale in ogni storia e ne tengo molto conto. Qui ci sono alcuni clichè ( ad esempio l’instalove che ormai è caratteristico di quasi tutte le serie) e li avrei tranquillamente sopportati dal momento che alla fine io stessa shippavo i personaggi, ma questo vale almeno fino a un certo punto. Nell’ultima parte, infatti, alcuni comportamenti dei protagonisti mi hanno fatto un po’arrabbiare, non voglio fare spoiler ma chi ha letto il libro capirà, e quindi questa cosa mi ha fatto scadere un po’ il libro.
In ogni caso  il cliffhanger finale mi ha sconvolto e attendo con ansia l’uscita del secondo volume, sperando che la Rizzoli ci regali altre gioie e che ce lo porti quasi in contemporanea con l’uscita americana. Che altro dire, se siete alla ricerca di una storia coinvolgente, non fatevi sfuggire questo libro.


VOTO
⭐️⭐️⭐️⭐️.75

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