mercoledì 23 settembre 2020

Recensione "La Ballata dell'Usignolo e del Serpente" di Suzanne Collins


Buongiorno lettori. Finalmente posso parlarvi di una delle uscite più attese di questo 2020, ossia La Ballata dell'Usignolo e del Serpente edita Mondadori, un romanzo che ha suscitato tanti pareri contrastanti. Ringrazio la casa editrice per la copia.


Titolo:
  La Ballata dell'Usignolo e del Serpente
Autrice:  Suzanne Collins
Casa Editrice: Mondadori 
Serie: Hunger Games #0
Genere: Young Adult Distopia
Pagine: 480
Prezzo: 22,00
TRAMA
L'AMBIZIONE LO NUTRE, LA COMPETIZIONE LO GUIDA, MA IL POTERE HA UN PREZZO

È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l'unica, esile, possibilità di riportarlo all'antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D'ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l'arena avrà luogo un duello all'ultimo sangue, ma fuori dall'arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.
RECENSIONE

Faccio un po' fatica a parlare di questo romanzo perché mi ha lasciato con un sacco di sensazioni diverse, ma sopratutto perché, chi mi segue da tanto, sa quanto sia legata a Hunger Games, una delle mie trilogie preferite, nonché saga che mi ha trasformato in lettrice. Ho letto questa nuova pubblicazione quando l'hype per l'uscita si era ormai calmato e devo dire di essere partita con aspettative basse, visto che ho sentito davvero tante persone rimaste deluse. Sinceramente capisco la loro opinione, ma allo stesso tempo non mi ritrovo d'accordo. Per quanto mi riguarda La ballata dell'usignolo e del serpente è stato esattamente quello che mi aspettavo, nulla di più, nulla di meno. Ci troviamo in un contesto e in una tipologia di storia che è davvero molto diversa da quella di Katniss, non è un libro tale da creare un fandom, uno di quei romanzi che faccia sospirare e appassionare milioni di lettori come la trilogia originale, ma è un buon libro di analisi sulla psiche di un personaggio che avevamo conosciuto solo nel suo momento di forza come il villain della situazione.

Mentre ora leggiamo la storia di un Coriolanus Snow adolescente, ambizioso, ma anche con insicurezze, ideali,  tutti elementi di caratterizzazione che andranno ad alimentare la sua indole futura. Figlio di una delle famiglie più rispettate di Capitol City, ma ormai caduta in rovina, entrambi i suoi genitori sono morti nel periodo di guerra; ora vive nel suo appartamento insieme all'altezzosa nonna e alla cugina, una dinastia a cui è rimasto solo il grande nome, visto che vivono in una situazione vicina alla povertà e  Corio per primo cercherà di nascondere al meglio questa loro sofferenza. Snow frequenta ancora una scuola elitaria e grazie alla sua intelligenza conta di poter vincere il premio che gli permetterà di andare all'università, altrimenti il suo futuro sarà compromesso. Ci troviamo nel periodo dei 10° giochi, un esperimento ancora molto acerbo e la stratega capo ha  preso la decisione di creare dei Mentori, un gruppo di 24 studenti migliori di questa scuola che affiancheranno i tributi dei disprezzato distretti nell'organizzare gli Hunger Games. 

Questo romanzo è piuttosto descrittivo e a tratti un po' lento, proprio perché ripercorre a piccoli passi le giornate di questa fase decisiva nella vita di Coriolanus e non solo, visto che sarà proprio lui la mente che ideerà la maggior parte dei punti di forza dei futuri giochi, come la possibilità da parte del pubblico di Capitol di inviare cibo e acqua ai tributi ecc, il tutto per rendere questo sanguinosa punizione per i distretti più interessante e più decisiva. La forza del protagonista viene un po' meno quando scopre che gli è stato affidato il tributo femmina del distretto 12, ma le cose cambiano quando conosce l'eccentrica ed affascinante Lucy Gray, un ragazza che nella sua fragilità e con la sua voce incisiva, si farà strada nel cuore del ragazzo, facendogli mettere in dubbio tanti principi. Conosceremo anche altri personaggi, ma il punto centrale rimane Snow, figura complessa e con cui ovviamente non riusciremo ad empatizzare a pieno proprio perché si trasforma sempre di più nel cattivo che conosciamo, ma è stato interessante vedere la sua evoluzione e come gli eventi lo abbiano segnato nel profondo.

Sarebbe stato meglio un prequel sui giochi di Haymith o di Finnick? Sì, ovviamente lo avremmo preferito tutti perché era quello che i lettori speravano da un ritorno della Collins nel mondo di HG, ma l'autrice ha deciso di sorprendere e fare una scelta particolare, forse discutibile, ma che comunque io ho apprezzato proprio perché mi fa sempre piacere avere un nuovo libro collegato a una storia per me importante. La vera domanda perciò è: avevamo bisogno di questo libro? Probabilmente no, ma è un arricchimento che può piacere se si è alla ricerca di un determinato stile di storia, mentre se vi aspettate una trama che si avvicini ai primi tre, forse è meglio non leggerlo. Il libro nasce come un bonus per conoscere più a fondo il mondo di Panem nella sua fase iniziale dei giochi e si concentra sul punto di vista di quello che diventerà il suo futuro presidente. Vi ripeto, non aspettatevi un racconto ricco di azione, adrenalina, una storia d'amore che fa sognare o degli Hunger Games molto televisivi nella loro messa in scena perché questo non lo è affatto e ci sono anche delle scelte che non mi hanno convinto fino in fondo. Detto ciò alla fine la lettura non mi è affatto dispiaciuta.

VOTO 



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